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martedì 12 ottobre 2010

Chi specula davvero sull'omicidio di Sarah Scazzi?

L'omicidio di Sarah Scazzi ha, come accade periodicamente, appassionato l'Italia. Ma il "problema" non è certo la puntata di "Chi l'ha visto?" durante la quale la madre ha appreso, più o meno accidentalmente, la notizia già nell'aria della morte della figlia in diretta: il problema sono coloro che, a giorni di distanza e soprattutto a freddo, speculano su questa tragedia dissezionandola morbosamente, pubblicando i verbali della confessione, drammatizzando ricostruzioni, intervistando i familiari, insinuando e pontificando.

Ilvo Diamanti ha pubblicato oggi ieri una lunga riflessione sul tema dell'ansia in televisione e del ruolo della cronaca nera nella Tv italiana, in cui descrive magistralmente come e perchè ciò costituisce un problema. Il sistema mediatico italiano, almeno nel caso dei grandi mezzi di informazione (e non certo dei tabloid e della stampa scandalistica, dove non abbiamo nulla da "insegnare"), si contraddistingue infatti sia quantitativamente, per la grande molte di notizie di nera trattate ogni giorno, sia soprattutto qualitativamente: notizie decontestualizzate, particolari morbosi, alimentazione delle psicosi e degli stereotipi. Ad essere estremamente grave non è solo l'attenzione concessa a queste vicende in sè, ma anche il fatto che questa attenzione viene concessa soprattutto dai mezzi di informazione mainstream, dai Tg nazionali ai "talk-show da casalinghe" pomeridiani, togliendo spazio alle questioni rilevanti e diffondendo ansia anche tra chi ne farebbe volentieri a meno.

venerdì 24 settembre 2010

Che saranno mai due punti di Quoziente Intellettivo?

Teresa Lewis, la "ritardata mentale" ritenuta colpevole di aver assoldato due sicari per uccidere il marito ed il figliastro allo scopo di incassare i soldi della polizza sulla vita, è stata giustiziata ieri notte in Virginia. Gli appelli in suo favore, che hanno provato a fare leva anche sul suo limitato quoziente intellettivo, non sono serviti: il coefficiente intellettuale della Lewis, 72 punti, è infatti superiore di due punti al limite legale al di sotto del quale l'esecuzione è incostituzionale. I due sicari, tra i quali l'uomo che nelle confessioni pare aver più volte ribadito di avere manipolato la donna sembratagli da subito "poco lucida" (Amnesty International) se la sono "cavata" con 22 anni.

domenica 19 settembre 2010

L'attentato al Papa? Puzzava di scherzo fin da subito. E allora perchè l'avete fatta trapelare?

Il progetto di attentato al Papa? Al massimo (ed anche questo è tutto da dimostrare) una chiacchiera in mensa prontamente segnalata da un collega a Scotland Yard. La quale ha rilasciato proprio oggi i 6 netturbini sbattuti nel frattempo sulla prima pagina di tutti i giornali. 

La spiegazione data dalla polizia britannica è perfettamente condivisibile. "Quando abbiamo ricevuto l'informazione è stato deciso che dovevamo prendere questi uomini e vedere se c'era un vero progetto terroristico - avrebbe detto al Mirror una fonte anonima interna alla polizia - Era qualcosa che non potevamo ignorare, visto che il Papa era nel paese quel giorno e questi uomini avevano accesso al percorso del Papa. Se qualcuno su un aereo scherza dicendo che ha una bomba, le autorità lo prendono estremamente sul serio, e questa era una situazione del genere". Comprensibile. Certo però che da qui a far trapelare e a confermare una notizia simile ne passa parecchio

Come credibilità, siamo ormai a livello della storia di Pierino e il Lupo.

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P.S. Anche la storia di Sakineh, a quanto pare, sarebbe stata abbondantemente montata ad arte.

sabato 27 febbraio 2010

Chi sta prendendo a picconate la credibilità della magistratura?

Chi sta prendendo a picconate la fiducia nella magistratura? Ne vale la pena? Quali le conseguenze?

Pochi giorni fa Silvio Berlusconi, riferendosi a giudici e pm italiani, ha affermato che "siamo nelle mani di una banda di talebani". Il copione è arcinoto: qualche pm inquisisce Silvio Berlusconi, ed una parte dell'opinione pubblica, intellettuale e politica di "opposizione" italiana riprende con vigore ad attaccare il premier nella speranza che, in un modo o nell'altro, possa un giorno cadere. Berlusconi quindi reagisce, descrivendo una situazione di odio e di persecuzione e dipingendo la giustizia italiana come un covo di eversivi, fannulloni, manipolatori della legge, e una quota consistente di italiani comuni fa sua questa visione.

Poi il Popolo Viola torna a casa, i giornali trovano altro di cui parlare, Berlusconi ne esce in qualche modo "pulito", i giudici archiviano il fascicolo con un nulla di fatto, con una prescrizione. Tutto come prima? Sarà per la prossima volta? No. Questo teatrino si lascia alle spalle un fardello grave: la delegittimazione reale, duratura, agitata, della magistratura e della giustizia di fronte ad una quota crescente degli italiani. Si lascia alle spalle una situazione in cui la magistratura è, per troppi italiani, un organo capriccioso e l'innocenza o la colpevolezza sono un'opinione.

sabato 20 febbraio 2010

Attenuanti religiose e padri padroni. Hina, sei stata taggata

Hina Saleem è stata taggata. Alla base dell'omicidio della giovane bresciana di origine pachistana, secondo la definitiva sentenza della Cassazione, «un patologico e distorto rapporto di possesso parentale»: non «ragioni o consuetudini religiose o culturali», bensì la rabbia di un padre-padrone. Senza differenze di razza o di religione.

L'omicidio di Hina è stato così, finalmente, inserito nella giusta cornice: quella di un femminicidio. E la colpa non è stata fatta ricadere su culture o religioni strane bensì, implicitamente, su uno stato incapace di proteggere i soggetti deboli dalla follia di un padre padrone. Il primo elemento fondamentale è proprio questo: lo stato avrebbe dovuto proteggere con tutte le sue forze la libera scelta di Hina. L'integralismo, così come le altre forme di imposizione violenta, non si combatte con le leggi, con le manifestazioni, con i proclami, ma con iniziative concrete di aiuto a coloro che vengono perseguitati per una loro scelta individuale. Qualcosa, nel caso di Hina come nel caso di tante ragazze italiane, non ha funzionato.

La sentenza ha permesso inoltre di svelare una sfaccettatura allucinante del nostro codice penale. Perchè a tifare per le «ragioni culturali e religiose» non c'erano solo gli ultras dello scontro di civiltà, i sostenitori della non integrabilità dell'islamico, ma anche gli stessi avvocati del padre padrone che contavano in un paradossale sconto di pena per motivazioni religiose.

sabato 14 novembre 2009

Saggio / L'allarme sociale: Ignazio La Russa e la Morfologia della fiaba

Morfologia della Fiaba è il titolo di un lavoro, pubblicato dal russo Vladimir Propp, nel 1928. In questo celebre studio Propp provò a mostrare come le narrazioni, dietro una grande complessità di sfumature, nascondano in realtà una struttura stabile ed elementare: un set finito di ruoli e di eventi posti in relazioni e in successioni costanti. La forza della fiaba sta quindi anche in questo: riprodurre strutture riconoscibili e superficiali, che rassicurino semplificando la complessità del mondo per trasmettere anche a un bambino una sensazione e, attraverso essa, un messaggio elementare.

Queste strutture e queste paure, per funzionare in una fiaba risultando convincenti, devono essere in intima connessione con l’emotività elementare e animale dello spettatore. Complessità, sfumature e ragionamenti astratti sono nemici della fiaba, perché invece che assecondare la pigrizia mentale del bambino gli provocano mal di testa e senso di confusione.

Proprio in questi giorni il mondo politico è impegnato a discutere una legge che dovrebbe porre un limite alla durata dei processi annullando tutti quei procedimenti che non si concludono nei tempi stabiliti.