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mercoledì 2 marzo 2011

La contemporaneità secondo il "Tiresia con la chitarra"

Nazione Indiana dedica un bel post alla musica di Vasco Brondi, alias Le Luci della Centrale Elettrica, giovane cantautore e "Tiresia con la chitarra" (Gianluca Veltri) dalla nostra waste land contemporanea. Anche senza musica, i frammenti di testi citati da Veltri forniscono una intensa carrellata di immagini che descive, con sinteticità ed efficacia, gli anni zero che ci siamo appena lasciati alle spalle.

martedì 12 ottobre 2010

Chi specula davvero sull'omicidio di Sarah Scazzi?

L'omicidio di Sarah Scazzi ha, come accade periodicamente, appassionato l'Italia. Ma il "problema" non è certo la puntata di "Chi l'ha visto?" durante la quale la madre ha appreso, più o meno accidentalmente, la notizia già nell'aria della morte della figlia in diretta: il problema sono coloro che, a giorni di distanza e soprattutto a freddo, speculano su questa tragedia dissezionandola morbosamente, pubblicando i verbali della confessione, drammatizzando ricostruzioni, intervistando i familiari, insinuando e pontificando.

Ilvo Diamanti ha pubblicato oggi ieri una lunga riflessione sul tema dell'ansia in televisione e del ruolo della cronaca nera nella Tv italiana, in cui descrive magistralmente come e perchè ciò costituisce un problema. Il sistema mediatico italiano, almeno nel caso dei grandi mezzi di informazione (e non certo dei tabloid e della stampa scandalistica, dove non abbiamo nulla da "insegnare"), si contraddistingue infatti sia quantitativamente, per la grande molte di notizie di nera trattate ogni giorno, sia soprattutto qualitativamente: notizie decontestualizzate, particolari morbosi, alimentazione delle psicosi e degli stereotipi. Ad essere estremamente grave non è solo l'attenzione concessa a queste vicende in sè, ma anche il fatto che questa attenzione viene concessa soprattutto dai mezzi di informazione mainstream, dai Tg nazionali ai "talk-show da casalinghe" pomeridiani, togliendo spazio alle questioni rilevanti e diffondendo ansia anche tra chi ne farebbe volentieri a meno.

giovedì 7 ottobre 2010

Come trovano i giovani il loro primo lavoro?

Come segnalato dal blog di Rosaria Amato l'Istat ha appena pubblicato un report dell'indagine "L'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro" che analizza, tra le altre cose, i canali che nel 2009 hanno permesso ai giovani di trovare il loro primo lavoro.
 

Come mostra la tabella (presa da qui) il canale più efficace è quello delle conoscenze, delle voci carpite in giro e delle vere e proprie raccomandazioni: nel complesso sono utili al 55% dei giovani, anche se la percentuale scende al 31% tra i laureati. Seguono le richieste dirette alle aziende e la risposta agli annunci su web e giornali (23,4%); in coda le agenzie di lavoro interinale e i centri per l'impiego (4,6%).

mercoledì 6 ottobre 2010

Santanchè: Le liste chiuse? Fanno bene alle donne

Secondo Daniela Santanchè le preferenze sulle schede elettorali (al posto delle attuali liste chiuse scelte dai partiti) penalizzerebbero le donne. Secondo la Santanchè, intervenuta a Omnibus (La7, mercoledì mattina), le "campagne elettorali con le preferenze sono molto più costose"; le donne, tuttavia, "hanno normalmente molte meno risorse [economiche] da investire nelle campagne elettorali". In una competizione elettorale aperta le donne non avrebbero, secondo la nostra, i denari per guadagnarsi la visibilità: un buon motivo, sempre secondo la Santanchè, per conservare l'attuale legge elettorale.

Effettivamente il metodo-Stracquadanio è efficace soltanto quando a decidere sono in pochi.

martedì 5 ottobre 2010

L'esotismo nell'altro che uccide

Ci deve essere sempre qualcosa di esotico nell'altro che uccide; ma basta un dettaglio, quel tocco di etnico in più, per alimentare attraverso la cronaca le visioni distorte e i pregiudizi controproducenti. 

Guardate i titoli dei giornali: lo straniero che uccide lo fa sgozzando e non accoltellando; lapidando e non semplicemente colpendo con oggetti contundenti; lo fa con l'aiuto del clan familiare e non con l'aiuto di complici; lo fa perchè esiste l'Izzat (che è sinonimo di onore ma va ben esplicitato nel suo rimandare all'altrove) e non perchè è un padre-padrone; ed infine spesso seppellisce, magari nell'orto e con la testa girata alla Mecca, invece che occultare. Mica come noi. Dettagli macabri contro eufemismi: dettagli che rafforzano però nella mente del lettore il pregiudizio, l'idea di avere a che fare con un mondo culturale irriducibile. Perchè l'associazione tra cultura e tendenze omicide emerge forte da queste differenze lessicali; quasi a dire che i pachistani lapidano e sgozzano, e non c'è niente da fare, perchè sono abituati a veder la gente lapidata o sgozzata per le loro strade. "E' la loro cultura", ti verrebbe da dire a leggere il giornale; peggio: "è la loro natura".

lunedì 4 ottobre 2010

Adro Federalista. Pulizia (parziale) dei soli? Purchè la paghi Roma

Disponibilità a eliminare parte dei 700 soli delle Alpi che imbrattano la scuola, a patto che però a pagare sia il Ministero dell'Istruzione. Così Oscar Lancini, colonnello Kurtz della provincia padana, in una lettera ufficiale.

Come prima cosa questa lettera rappresenta un passo indietro rispetto a quanto trapelato finora:  si parla infatti di razionalizzazione e non di rimozione completa dei simboli. Oscar Lancini , da buon zuccone padano, non ci sta a dire di avere sbagliato: si sente accerchiato, si sente braccato. E' come un bullo  finito in una cosa troppo più grande di lui che reagisce con tanta più rabbia impacciata tanto più sente di essere rimasto solo e di avere un torto marcio.

giovedì 30 settembre 2010

La miglior posizione nei motori di ricerca

Ricevo in posta e pubblico.
Buongiorno,
sono Fabio *** e lavoro in una societa' che si occupa di SEO e diffusione di siti Internet.
Abbiamo visitato il vostro sito http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/ e per questo saremmo felici di effettuare uno scambio link con voi.

Gestiamo una vastissima scelta di siti, italiani e internazionali, e il nostro campo di specializzazione è il gioco online.
Vorrei precisare che sui nostri siti non si gioca, che sono al 100% gratuiti e prettamente informativi.
Saremmo felici di scambiare con voi uno o più link, sempre a condizioni vantaggiose per entrambe le parti.
Lo scopo principale della nostra attivita' è quello di raggiungere le migliori posizioni nei motori di ricerca.

Tutto ciò è offerto a titolo completamente gratuito.
Sperando che la nostra offerta di siti sia di vostro interesse, saremmo lieti di offrirvene i migliori!
Cordiali saluti,
Fabio ***
Che dilemma: quasi quasi ritiro fuori Kant e Machiavelli.

Che tristezza, però. D'altra parte la rete non è che un semplice e quasi neutrale mezzo.

martedì 28 settembre 2010

Boicotta Omsa e Golden Lady

Questo è il testo di una sorta di lettera aperta che ho inviato a Femminismo a Sud che ringrazio per lo spazio.

Vi scrivo dopo aver visto la puntata di Presa Diretta “senza donne” [potete guardarla per intero QUI]. Dal minuto 1.08.50 si parla, tra le altre cose, della situazione delle dipendenti Omsa e Golden Lady. Come saprete meglio di me Omsa è già finita nell’occhio del ciclone dopo aver delocalizzato lo stabilimento di Faenza (oltre che per le pubblicità sessiste). Ora salta fuori che Omsa è azienda “leader” anche nel comportamento anti-sindacale, negando alle madri le loro esigenze di part-time, flessibilità, asili aziendali.

Omsa è un’azienda italiana che ha costruito la sua fortuna sulle donne italiane. Ma Omsa, al contrario del suo slogan, non è amica delle donne. Da nessun punto di vista. Delocalizza, nega i diritti alle madri, nutre con i suoi spot un immaginario deprimente.

giovedì 23 settembre 2010

Blogfest: La festa di chi??

Lo sapevate? Questo fine settimana è il fine settimana del Blogfest, la festa del blog e del blogging. E io che non ne avevo mai sentito parlare! Fortuna che c'è il Post. Beh, ho deciso di andare subito a controllare sul sito. Blogfest è
l’evento che riunisce, ogni anno, tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione.
Ma come: la festa "di tutto ciò che ruota intorno alle community della rete"? Non la festa della rete? E che cos'è che ruota attorno alla rete? Che poi: la rete non dovrebbe essere un insieme di nodi in cui ogni nodo costituisce la rete stessa ed in cui sono tutti uguali etc. etc. etc.? La rete non saremmo noi? Chi è che ci ruota attorno? O siamo noi che ruotiamo attorno a qualcosa?

Poi ho letto il programma, ed ora credo di avere capito.

lunedì 20 settembre 2010

I fasti del Rinascimento e la paura di guardare al futuro

"Due anni fa conobbi il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che con un gentile gesto di ospitalità si congedò invitandomi ad andarlo a trovare quando mi fossi trovato nella sua città. Mi avrebbe mostrato quello che stava facendo (era ancora presidente della Provincia) e poi rinnovò il suggerimento a godersi le indiscutibili attrazioni locali: “andate a vedere la Madonna del Cardellino!” Io, approfittando di una mia proverbiale mancanza di diplomazia e della sua pazienza da giovane ex scout, gli risposi affabilmente che non se ne poteva più della Madonna del Cardellino e di tutte-le-bellezze-che-il-mondo-ci-invidia e “il nostro Rinascimento” e che due palle che una città col capitale di grandezza, cosmopolitismo e capacità di attrazione come Firenze si fosse seduta da decenni sui suoi capolavori di mezzo millennio prima e sulle sue botteghe di pizza e pellami" (Luca Sofri).

Mi unisco a questo accorato sfogo.

venerdì 17 settembre 2010

Infibulazione, stato etico e diritti di cittadinanza

Un articolo di Repubblica rilancia il periodico "allarme infibulazione". Emergono almeno due problemi: il fatto che vi sono donne maggiorenni che vorrebbero sottoporsi volontariamente all'operazione e che sono costrette, visto che ciò in Italia è illegale sempre e comunque, a rivolgersi alle "cliniche" clandestine o ad andare all'estero, ed il fatto che è difficile, specie nelle condizioni attuali, tutelare le bambine nate in Italia (ma non italiane) operate più o meno legalmente all'estero.

Punto primo: c'è una parte di donne maggiorenni, evidentemente minoritaria eppur esistente, che chiede volontariamente di poter subire questo genere di operazione. In assenza di alternative legali e sicure queste donne devono oggi scegliere tra l'operazione clandestina (pericolosissima, ed in cui il "medico" rischia fino a 12 anni di galera) o il viaggio all'estero (le maggiorenni possono farsi infibulare nelle cliniche autorizzate in diversi paesi europei, come la Germania). Un pò come per l'aborto un tempo, e come per eutanasia e fecondazione assistita oggi: lo stato etico proibisce, e le donne (rese non pienamente titolari del loro corpo) sono costrette a rivolgersi alle macellaie (rischiando la pelle e pagando l'operazione a peso d'oro, visti i rischi) o ad andare all'estero. Se qualcuno provasse a proporre restrizioni simili per interventi ben più effimeri ma pericolosi quali tatuaggi, piercing, lampade o ritocchi estetici, chissà quanti (giustamente)  insorgerebbero (eppure stiamo sempre parlando di modificazioni permanenti e volontarie del proprio corpo).

mercoledì 15 settembre 2010

L'Italia dei campanili risorge per Miss Italia?

Il Corriere rilancia una notizia che offre uno spaccato interessante sul tema "comunità vs. società atomizzata": in occasione del concorso di bellezza Miss Italia, diversi sindaci e assessori si sarebbero mobilitati a favore delle aspiranti miss che risiedono nel loro comune di pertinenza. "Votate la nostra miss, orgoglio della nostra terra" si legge da nord a sud su comunicati ufficiali e volantini stampati, evidentemente anche a spese dei contribuenti, e distribuiti per mobilitare i compaesani al televoto.

A fare notizia, nel caso in questione, è soprattutto il coinvolgimento della politica locale: un coinvolgimento sicuramente fuori luogo, naturale deriva del principio tanto in voga per cui anche il politico deve essere prima di tutto "uno di noi" (e non qualcuno di  funzionalmente "migliore"). Certo è che però questo coinvolgimento della politica ha alle spalle almeno apparentemente un sentimento popolare forte, il campanilismo di cui sopra, che sembra anacronistico e che merita una riflessione. Cosa porta, nell'Italia del ventunesimo secolo, le persone ad emozionarsi a sostegno di una compaesana sconosciuta che può diventare famosa? Perchè interessarsi ad una competizione anacronistica violando tra l'altro quelle che sono le "regole morali" del gioco, votare per eleggere la più bella d'Italia, semplicemente perchè una concorrente risiede nello stesso paese, città o regione?

lunedì 13 settembre 2010

Adro: passo falso leghista o vero comunitarismo?

Il bravo Michele Serra torna sulla questione della scuola di Adro con un bel pezzo che vi consiglio di leggere. In particolare, l'articolo di Serra è interessante perchè descrive una situazione esemplare di comunitarismo quasi all'americana: Adro viene descritta come una comunità di evangelici americani completamente fuori dal mondo, un corpo estraneo chiuso su sè stesso in cui tutti condividono un pensiero unico religioso, onnicomprensivo e fanatico, presidiato con energia ed imposto con fare minaccioso a quei pochi che sgarrano dalle leggi del branco. Non dobbiamo prendere questa lettura alla leggera; se non altro perchè nel mondo queste cose esistono (in America si è arrivati ad imporre lo studio del creazionismo, altro che il folklore padano di Adro), e perchè c'è pieno di studiosi che studiano la crescita in Europa di questi gruppi appunto definiti neo-comunitaristi che guarda caso costituiscono la galassia della destra identitaria europea (da Le Pen alla Lega Nord).

Ciò nonostante continuo ad avere i miei dubbi riguardo a queste letture un pò apocalittiche. Ieri mi chiedevo se la mitologia leghista può conquistare davvero le masse padane: davvero la comunità di Adro (o almeno la sua maggioranza leghista) condivide un pensiero, un'ideologia e una mitologia unica? Davvero crede nello stato padano con una bandiera, una filosofia della storia, un Pantheon di eroi, un'intera liturgia pagana nuova?  Davvero gli "intellettuali leghisti" riusciranno a convincere a fondo i cittadini di Adro, al di là di qualche fervente attivista? O queste cose la gente comune in fondo le ignora, o le vive magari con un pò di disagio ("guarda un pò questi quanto si stanno allargando...")? Perchè a fianco dell'idea di una massa indottrinata e fanatica, che pensa e si muove come un corpo solo, non dobbiamo escludere l'immagine alternativa, più italiana: i cittadini di Adro come un gruppo di persone che si salda soltanto attorno ad un set di interessi concreti (razzismo spiccio, generici paradisi comunitari perduti, abbasso Roma ladrona), in un clima sicuramente preoccupante e spaventoso, ma che in fondo è poco interessata al paganesimo ed all'epica leghista.

domenica 12 settembre 2010

La mitologia leghista può conquistare davvero le masse "padane"?

La decisione di tappezzare il nuovo polo scolastico "Gianfranco Miglio" di Adro di simboli leghisti, dai posacenere (fuori da una scuola?!) fino alle "o" dei comunicati appesi in bacheca, è il semplice sintomo di un delirio di onnipotenza. A forza di gongolarsi della favola a metà del "radicamento sul territorio", a forza di credersi appoggiati incondizionatamente da chissà quale maggioranza assoluta, la Lega Nord sta forse finalmente superando la misura: si crede padrona del territorio, e crede che la sua mitologia grottesca abbia fatto breccia tra la popolazione. Ma credo che stiano facendo il passo più lungo della gamba: perfino i cittadini della provincia bresciana si accorgeranno, a questo punto, di trovarsi di fronte ad una forma di potere grottesca. I banchi griffati lega sono un delirio di potenza che la gente della provincia "padana", poco interessata alla mitologia celtica, vivrà probabilmente con imbarazzo: questa gente ha bisogno di politiche razziste e semplicismo spiccio e non di una nuova religione pagana.

Gli studiosi ribadiscono che, tra le forze della Lega, c'è anche la mitologia, i rituali, l'immaginario paganeggiante e le sciocche basi storiche ricostruite alla bell'e meglio in pochi anni di esistenza. Io credo che questo genere di folklore possa funzionare accendendo qualche militante, ma che in fondo non interessi poi tanto a queste genti di provincia abituati a farsi scivolare addosso ideologie, dominazioni, religioni. Anche se la Lega cerca di accreditarsi come realtà autoctona, credo la mitologia e la retorica non piacciano in fondo ai vietcong mansueti e zucconi che popolano la provincia sonnacchiosa del nord Italia.

sabato 11 settembre 2010

"L'esercito dei baby immigrati alle porte". Partiamo dal linguaggio...

Un "esercito di baby immigrati bussa alle porte delle elementari", scrive Repubblica. E così quello che dovrebbe essere un articolo asettico tutto numeri e dichiarazioni di esperti, quello che dovrebbe essere addirittura un articolo di denuncia dell'impreparazione, del razzismo istituzionale, delle discriminazioni strutturali che complicano gratuitamente la vita degli italiani di domani e delle loro famiglie, finisce per rievocare quell'idea di invasione barbarica che sta poi alla base di tutte le storture di cui sopra.

Prima di tutto l'immagine dell'esercito, che forse non è poi così adatta a designare l'insieme dei bambini di 5 anni figli di stranieri (ce li immaginiamo uno con lo zaino dei Gormiti, l'altra con i nastrini bianchi tra i capelli) che si apprestano a cominciare la scuola. L'esercito è un insieme di elementi tutti uguali, di soggettività sacrificate sotto una bandiera ed una divisa, che si muove in maniera coordinata verso un unico obiettivo tendenzialmente bellicoso: una metafora bellica inutile, specie se si parla di bambini, che però non fa che alimentare (anche su Repubblica, anche in un articolo colmo di buone intenzioni) il clima di paura, la sensazione di assedio e di noi contro loro.

martedì 25 maggio 2010

Se il Ministro all'Istruzione si preoccupa per il business del Turismo

Vi pare normale che ad occuparsi di orsi selvatici sia il ministro dell'agricoltura, e non il ministro dell'ambiente? Che della giornata della lettura se ne occupi il sottosegretario con delega all'editoria, e non il ministro della cultura? E infine, che il ministro dell'istruzione annunci di voler ritardare l'inizio della scuola per dare un pò di respiro al settore turistico, prolungando la stagione estiva a vantaggio di chi non può permettersi i prezzi dell'alta stagione?

No: non è normale. Anzi, è demenziale.

Purtroppo, però, non ci troviamo di fronte a sprovveduti, a burocrati confusi, a eccessi di protagonismo, a disattenzioni, a distribuzione dei carici di lavoro tra ministri contigui, ad approcci olistici: ci troviamo di fronte a mercanti prestati alla politica che hanno un'idea deplorevole di quelle che sono le priorità di un paese e le funzioni di un governo nazionale.

venerdì 14 maggio 2010

Baby leghiste. Il futuro nelle mani delle ragazze della porta accanto?

La forza della Lega (ma anche dei tanti partiti antropologicamente simili e speculari che stanno spopolando) sta nell'esprimere in maniera perfetta quello che la pancia del paese pensa. E non stupisce che la cosa funzioni tra gli anziani e tra gli adulti, ma soprattutto tra i giovanissimi: il parlare semplice, l'offrire risposte nette, il dividere il mondo in bianco e nero, il ricondurre ogni discorso a pochi slogan, l'elogiare la "saggezza" popolare e i consigli della nonna, è tanto più efficace tanto più l'ascoltatore è certo di avere già capito tutto (e senza sforzo) e di non avere nulla di complicato da imparare. E i giovani di provincia, in questo, non hanno nulla da imparare da nessuno.

Sono ragazze molto comuni, ad esempio, le giovani amministratrici leghiste che Repubblica e Unità si stanno divertendo a videointervistare. Vanno davanti alla telecamera con semplicità, e raccontano le prime cose che le passano per la testa: sono ragazze della porta accanto, spigliate e senza troppi fronzoli, e non si pongono nemmeno il problema di poter risultare inadeguate nel trattare temi di enorme spessore.

Come la posh consigliera comunale Ilaria Montecroci, che dondola le gambe mentre racconta che "ha paura delle altre culture", o come la baby pasionaria Irene Zanichelli che sogna ad occhi aperti, nella sua cameretta pitturata di verde, di potere un giorno raccogliere l'eredità di Calderoli. "Buona" visione

martedì 11 maggio 2010

Rasa il pratino. Blogger, ipnosi commerciali e depilazione intima

Ci sono molte forme di "pressione sociale", cioè di meccanismo che induce una persona a limitare la propria libertà conformandosi a richieste che provengono da altri, e che tipicamente sostengono l'interesse del più forte.

L'idea è sempre quella che sta alle spalle dell'atto di forza, della coercizione fisica, del forte che picchia il debole affinchè faccia la sua volontà. A cambiare è però soprattutto la forma, che rende tutto un pò più confuso e un pò più apparentemente naturale. Per capirlo, basta guardare questo spot mirato, pare, soprattutto alle giovanissime via Social Network.

lunedì 10 maggio 2010

La città diffusa: Inquinamento e inefficienza all'italiana

L'automobile è, per gli italiani, un oggetto strano: feticcio e necessità, prodotto nazionale non competitivo ma da incentivare e fonte di spese infinite per l'individuo, simbolo di libertà e luogo di tensioni tra traffico congestionato e bulli a quattro ruote. Report, in una puntata interessante come lo stesso programma della Gabanelli riesce a proporre sempre più di rado, è partita da quì per parlare, tra le altre cose, di ambiente, traffico e pianificazione urbana. Potete vedere la puntata, integralmente o a spezzoni, qui.

Colpisce, in particolare, la contrapposizione tra la città diffusa all'italiana, tutta villette e tangenziali intasate, e la città densa nord europea con quartieri residenziali concentrati e quasi autosufficienti uniti al centro da servizi pubblici efficaci e interconnessi, per le brevi distanze, da vere piste ciclabili.

martedì 4 maggio 2010

La melina della Lazio è l'anima dello sport

[Il Pensiero Selvaggio per Filopop]

Domenica, la Lazio ha lasciato che l’Inter la sconfiggesse pur di non far vincere lo scudetto ai rivali della Roma. Oggi, i moralisti e le anime candide della domenica si strappano le vesti di fronte a questo atto che definiscono illecito e “anti-sportivo”.

Peccato che molti di coloro che oggi si indignano non siano tifosi romanisti, gli unici ad essere stati effettivamente penalizzati, bensì tifosi juventini, milanisti, napoletani, arrabbiati perchè anche quest’anno lo scudetto verrà vinto dagli arcinemici dell’Inter. E a questo punto sorge una domanda: è più antisportivo il tifoso della Lazio che tifa Inter affinché la Roma non vinca lo scudetto, o il tifoso del Milan che tifa Lazio affinché l’Inter non vinca lo scudetto (nascondendosi dietro la scusa dello "spirito sportivo")?