Visualizzazione post con etichetta cultura e società. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cultura e società. Mostra tutti i post

venerdì 11 marzo 2011

Il potere della metafora e la natura manipolatoria della comunicazione

Connotare il racconto di una storia attraverso l'uso di metafore, influenza il modo in cui l'ascoltatore interpreta i fatti

Un'ennesima conferma sperimentale arriva da uno studio di psicologia sociale, i cui risultati (in originale sulla rivista online open source Plos One) sono riportati dal Corriere della Sera. A quasi 500 studenti è stato sottoposto un articolo in cui si ricostruiva, dati alla mano, un consistente aumento del crimine in una città di fantasia; unica differenza, il fatto che nell'articolo letto da metà dei soggetti il crimine veniva definito "bestia" mentre nell'articolo letto dall'altra metà "virus". Gli studenti che hanno letto l'articolo in cui il crimine veniva definito "bestia", si sono rivelati nel complesso maggiormente propensi a sostenere misure di tipo repressivo (71%), mentre gli altri studenti (sottoposti alla versione "virus") hanno mostrato una minore propensione alle misure forti (54%) ed una maggiore propensione alle misure rieducative. Infatti, "se evoco la parola "bestia" creo un ambiente che è quello della foresta, selvaggio, dove uccidere è normale. Mentre invece se mi muovo nell’ambito "virus", evoco un ambiente medico, cioè curativo, e quindi la bestiolina non è da uccidere ma si può recuperare" ha commentato Marco Villamira, docente di psicologia della comunicazione. Inutile dire che sia gli studenti della versione bestia che gli studenti della versione virus hanno affermato di essersi basati unicamente sui dati citati (identici).

L'articolo non scopre nulla di nuovo, ma è significativo per due motivi collaterali. Primo: l'articolo è collocato dal Corriere della Sera nella sezione "Salute", a mostrare come le scienze sociali non abbiano alcuno spazio nel giornalismo contemporaneo (la sezione "Cultura e Società", dove presente, non è altro che una discarica di gossip, pubblicità occulte di prodotti e curiosità prive di sostanza). Secondo, il titolo stesso ("Il potere di persuasione (occulto) della metafora") che viene dato all'articolo è a sua volta manipolatorio, perché contribuisce a connotare il fenomeno in maniera negativa, fosca; come se vi fosse un grande burattinaio, da qualche parte, ad organizzare il mondo a suo piacere trattandoci come stupidi pupazzi. Le cose sono un pò più complicate; in ogni caso anche il paradossale potere manipolatorio della titolazione  di un articolo in cui si stigmatizzano le manipolazioni non è per nulla strano: ogni forma di comunicazione è manipolatoria.

Consiglio per la lettura: Guido GILI, Il Problema della Manipolazione: Peccato originale dei Media?, Franco Angeli, 2001.

mercoledì 9 marzo 2011

Dai nonluoghi alle aerotropoli, passando per la realtà

Federico Rampini dedica un articolo (talmente denso di notizie, nomi, citazioni, luoghi ed altri elementi superficiali da risultare quasi illeggibile ed allo stesso tempo poco cogente) alle "Aerotropoli", e cioè - in parole povere - all'evoluzione dei grandi scali aeroportuali internazionali che, nel tentativo di contendersi un flusso crescente di "pendolari globali" e di viaggiatori sulle lunghe distanze, si stanno trasformando sempre più in megalopoli globali in scala dotate di tutto trasformandosi in luoghi sempre più centrali. Vale la pena di rileggersi Augé.
Da spazi anonimi, "tecnici", freddi, cultureless, questi nonluoghi sembrano trasformarsi sempre più in enclave, in cittadelle di una cultura globale e reale che trascende i confini dello spazio senza indebolirsi e senza sfilacciarsi. Tutto il resto è periferia: anche le vecchie città sembrano scomparire, rese inutili e marginali, quasi una scoria, mentre l'economia e le mode saltano di aeroporto in aeroporto, di cittadella finanziaria in cittadella finanziaria, di McDonald's in McDonald's... 

Ma c'è un ma. Come rilevato da Rowan Moore sull'Observer, "despite all this historic futurology, there seem to be quite a lot of boring old cities around still doing reasonably well". Attorno a questi nonluoghi ed al sensazionalismo futurista che li circonda, attorno agli uomini con la valigia ed ai miliardari globali sradicati, le relazioni ed i luoghi sopravvivono: sopravvivono i bar sottocasa, i ristoranti attivi da un secolo, i quartieri dormitorio, le stazioni balneari dove si ritrovano ogni anno le stesse persone, le associazioni di volontariato, le compagnie di teppistelli, gli aperitivi, le confraternite e le sette religiose. 

I luoghi, silenziosamente, vincono sui nonluoghi; ed in gran parte dei casi, i nonluoghi sono una parentesi funzionale alle relazioni ed ai luoghi.

martedì 1 marzo 2011

L'esotismo nell'altro che fa all'amore

L'editrice Compagnia delle Lettere ha indetto un concorso, "Sensuali latenze", dedicato alla "poetica dell'altrove in una relazione erotica". 

Secondo l'editrice, il "migrante" si caratterizza per un bagaglio culturale che influenza addirittura il linguaggio del corpo e quindi i modi secondo cui la sessualità viene espressa e praticata all'interno delle coppie miste. "Per ricostruire la sua nuova identità, per trovare l'equilibrio nella perenne oscillazione fra due mondi, fra nostalgia e speranza, (il migrante) ha estremo bisogno di relazioni, di calore e di affetto" si legge. "E così come nel suo modo di comunicare attraverso la lingua adottiva fa capolino la struttura rassicurante della lingua madre, nel suo modo di amare traspare un linguaggio del corpo nel quale è codificata una memoria culturale diversa". L'incontro tra questi modi diversi di vivere ed esprimere la sessualità (le latenze) è alla base della magia dell'eros multietnico* che Compagnia delle Lettere vuole investigare.

Il migrante, ci viene suggerito, è altro, cioè è diverso; è diverso da noi addirittura per come esprime e consuma la sua sessualità, e lo è in quanto tarato dalle sue origini culturali. Non fa all'amore in quanto Ibrahim, in quanto Josè, in quanto Ioana: fa all'amore (o all'opposto commette femminicidio) come un senegalese, come un ecuadoregno, come una moldava.

La Compagnia delle Lettere è mossa dai migliori principi, in questa come in tutte le altre iniziative. Ma l'impostazione di fondo è quella del razzismo differenzialista che imperversa per l'Europa: noi siamo così, loro sono cosà (e c'è poco da fare). L'unica differenza è che Compagnia delle Lettere parte da questo presupposto per promuovere - invece che la separazione e la non contaminazione - il métissage, portando l'attenzione addirittura sull'atto finale della contaminazione (cioè la sessualita e la riproduzione, che è compenetrazione prima e fusione dei patrimoni poi). Non è certo un dettaglio; ma è l'unico elemento che distingue questa visione da quella di un qualsiasi Borghezio.

Per quanto mi riguarda, è molto più eccitante partire dal presupposto che l'altro/a non esiste in quanto espressione prona di un retaggio, ma in quanto individuo nella sua mutevole unicità.


-----------------
* L'altro è anche lo spazio della proiezione della fantasia e del desiderio; niente di strano nel fatto che moltissime persone possano riscontrare questa differenza.

martedì 22 febbraio 2011

Matrimoni religiosi - gay tra i musulmani in Gran Bretagna

La BBC dedica spazio al mondo dei gay musulmani in Gran Bretagna, ed in particolare al fenomeno della celebrazione di matrimoni omosessuali religiosi ad opera di alcuni imam progressisti. Oltre a  mostrare l'eterogeneità del mondo musulmano, nello specifico in contesto europeo, e ad accennare all'islamofobia diffusa anche nel mondo LGBT, l'articolo è particolarmente interessante perchè dedica spazio alla volontà, pur manifestata in maniera esplicita da una esigua minoranza, di conservare e ribadire la forma ed il significato del matrimonio anche e soprattutto nel suo significato religioso-culturale (le unioni civili sono state introdotte in UK nel 2005).
"I didn't really plan it, but it just really seemed like the way it was between us, I should try and keep it as pure as possible. That may sound strange being lesbians, but it felt like we should do it the most honourable way we could" racconta una protagonista. Giusto per ricordarci dell'ampio spettro di sensibilità che caratterizzano i vissuti dei moderni cittadini globali, e della molteplicità di visioni coerenti e degne - benché paradossali.

lunedì 21 febbraio 2011

E' morto Noureddine Adnane, l'ambulante che si è dato fuoco sulla sponda sbagliata del Mediterraneo

Lo scorso 21 gennaio, all'alba della fase finale della rivoluzione tunisina, il New York Times dedicava un ampio articolo, intitolato "come un solo fiammifero può innescare una rivoluzione", al riemergere nella Storia dell'atto estremo di darsi fuoco per protestare politicamente contro le ingiustizie e i soprusi

L'atto iniziale della rivoluzione tunisina era stata proprio l'autoimmolazione di Mohamed Bouazizi, un ventiseienne laureato che si era ritrovato a fare l'ambulante abusivo per vedersi infine la merce confiscata dalla polizia di Sidi Bouzid. Bouazizi, sicuramente esasperato e in preda allo sconforto, aveva scelto di dare voce alla propria protesta rifacendosi proprio all'atto estremo impresso nella memoria e nell'immaginario collettivo - e probabilmente anche nell'inconscio globalizzato dello stesso Bouazizi - soprattutto dai bonzi vietnamiti e da Jan Palach. In maniera sicuramente inaspettata, il gesto estremo di Bouazizi ha trovato terreno fertile nella Tunisia (e sull'intera sponda sud del Mediterraneo) contemporanea dove - per farla breve - i dannati della terra si sono sollevati per protestare contro la miseria e per urlare la propria volontà di dare una scossa alla situazione.

"One thing is strongly suggested by the academic studies: People are more likely to copy suicides if they see that they have results, or get wide attention", aveva scritto il NYT citando il sociologo David Phillips, teorico dell'effetto Werther. Ed è proprio qui, molto probabilmente, che dobbiamo cercare il significato profondo del gesto di Noureddine Adnane, ventottenne venditore ambulante e migrante modello da libro Cuore che ha deciso di reagire ad un sopruso e sicuramente ad un pesante disagio generale che covava dentro rifacendosi, ma nella vicina ed europea Palermo, all'archetipo dell'auto-immolazione col fuoco.

Anche Nouraddine è morto; ma su questa sponta stanca del Mediterraneo, il suo grido di estrema rivolta è valso 5.000 euro di beneficienza alla famiglia da parte di Schifani.

mercoledì 9 febbraio 2011

Gli e-reader avvicinano i più piccoli alla letteratura?

Secondo il New York Times, i lettori di e-book sono uno dei prodotti più desiderati ed utilizzati dai bambini americani i quali, grazie a questo nuovo supporto in grado di conquistarli, si starebbero addirittura riavvicinando alla lettura. "Per alcune settimane mi sono completamente dimenticata della televisione", ha dichiarato la undicenne Eliana Litos alla ardita Julie Bosman che si è guadagnata così la pagina A1 del New York Times.

Certo l'articolo puzza di montatura anche a migliaia di chilometri di distanza: di certo le aziende produttrici accuramente citate si staranno sfregando le mani in attesa che milioni di genitori corrano a regalare un kindle nella speranza di trasformare i figli iperattivi in posati intellettuali. Allo stesso tempo possiamo anche credere che qualcuno si sia lasciato davvero convincere dall'idea per la quale "bastava avvicinare i più piccoli utilizzando il loro linguaggio", o che il problema stava tutto nel peso o nell'apparenza un pò sfigata e comunque opaca del vecchio libro cartaceo.

Ad ogni modo, ho l'impressione che l'e-reader, più che sedurre davvero i più piccoli, abbia fatto colpo su tanti genitori ipnotizzati dalle lucine e dalle linee accattivanti dell'ultimo feticcio hi tech alla moda al punto da convincersi di avere addirittura tra le mani il passepartout per iniettare nelle loro creaturine un pò di erudizione. Auguri.


lunedì 11 ottobre 2010

Se il disagio mentale è una schiavitù genetica

Cosa implica il sostenere che una malattia psicologica, un deficit o un atteggiamento deviante, ha cause genetiche? Sostenere che una tale persona si comporta in un tal modo a causa di qualche predisposizione genetica migliora la sua condizione ed il modo in cui la società lo tratta, o non fa che accrescere lo stigma?

Il Guardian ha affrontato il tema con un articolo agile che però propone diversi spunti di riflessione. Il problema, d'altra parte, è rilevante: sempre più atteggiamenti (dall'ADHD alla propensione al fumo, dall'infedeltà all'omosessualità) vengono infatti imputati a cause genetiche. Secondo i sostenitori di questa visione, spesso inconsistente e frutto di scientismo e meccanicismo superficiale (certa "genetica", più che alla scienza, rimanda alla fisiognomica e alla frenologia) ma molto popolare (anche tra gli stessi malati), sostenere che un atteggiamento ha cause genetiche migliorerebbe l'atteggiamento nei confronti del malato non più incolpabile per ciò che è e quindi, necessariamente, da accettare e rispettare. "Poverino, è nato così, non è colpa sua". Questa convinzione è, tuttavia, assolutamente errata.

mercoledì 6 ottobre 2010

Santanchè: Le liste chiuse? Fanno bene alle donne

Secondo Daniela Santanchè le preferenze sulle schede elettorali (al posto delle attuali liste chiuse scelte dai partiti) penalizzerebbero le donne. Secondo la Santanchè, intervenuta a Omnibus (La7, mercoledì mattina), le "campagne elettorali con le preferenze sono molto più costose"; le donne, tuttavia, "hanno normalmente molte meno risorse [economiche] da investire nelle campagne elettorali". In una competizione elettorale aperta le donne non avrebbero, secondo la nostra, i denari per guadagnarsi la visibilità: un buon motivo, sempre secondo la Santanchè, per conservare l'attuale legge elettorale.

Effettivamente il metodo-Stracquadanio è efficace soltanto quando a decidere sono in pochi.

lunedì 4 ottobre 2010

Adro Federalista. Pulizia (parziale) dei soli? Purchè la paghi Roma

Disponibilità a eliminare parte dei 700 soli delle Alpi che imbrattano la scuola, a patto che però a pagare sia il Ministero dell'Istruzione. Così Oscar Lancini, colonnello Kurtz della provincia padana, in una lettera ufficiale.

Come prima cosa questa lettera rappresenta un passo indietro rispetto a quanto trapelato finora:  si parla infatti di razionalizzazione e non di rimozione completa dei simboli. Oscar Lancini , da buon zuccone padano, non ci sta a dire di avere sbagliato: si sente accerchiato, si sente braccato. E' come un bullo  finito in una cosa troppo più grande di lui che reagisce con tanta più rabbia impacciata tanto più sente di essere rimasto solo e di avere un torto marcio.

venerdì 1 ottobre 2010

L'anti-terrorismo come forma di fiction letteraria

Dopo il falso allarme attentato al Papa di pochi giorni fa, e dopo una raffica di allarme bomba altrettanto fasulli a Parigi, Sky News ricostruisce l'ultimo diabolico piano terroristico sventato tempestivamente dai servizi segreti occidentali. Effettivamente gli allarmi-bufala del passato ci avevano ormai assuefatto: con l'evacuazione serale della torre Eiffel ormai diventato un appuntamento fisso della vita mondana parigina, è evidente come per attirare l'attenzione ci voglia ormai qualcosa di più articolato.

Meglio aprire l'atlante perchè questa volta hanno veramente dato il meglio.

giovedì 30 settembre 2010

La miglior posizione nei motori di ricerca

Ricevo in posta e pubblico.
Buongiorno,
sono Fabio *** e lavoro in una societa' che si occupa di SEO e diffusione di siti Internet.
Abbiamo visitato il vostro sito http://ilpensieroselvaggio.blogspot.com/ e per questo saremmo felici di effettuare uno scambio link con voi.

Gestiamo una vastissima scelta di siti, italiani e internazionali, e il nostro campo di specializzazione è il gioco online.
Vorrei precisare che sui nostri siti non si gioca, che sono al 100% gratuiti e prettamente informativi.
Saremmo felici di scambiare con voi uno o più link, sempre a condizioni vantaggiose per entrambe le parti.
Lo scopo principale della nostra attivita' è quello di raggiungere le migliori posizioni nei motori di ricerca.

Tutto ciò è offerto a titolo completamente gratuito.
Sperando che la nostra offerta di siti sia di vostro interesse, saremmo lieti di offrirvene i migliori!
Cordiali saluti,
Fabio ***
Che dilemma: quasi quasi ritiro fuori Kant e Machiavelli.

Che tristezza, però. D'altra parte la rete non è che un semplice e quasi neutrale mezzo.

mercoledì 29 settembre 2010

Storia di Issam, espulso nella "sua casa" sbagliata

Issam Boussoura è un ragazzo nato nel 1978 in Marocco. Tre settimane dopo la nascita Issam si trasferisce con i genitori in Francia dove cresce, vive, frequenta la scuola, lavora, delinque. Nel 1999  Issam viene arrestato per reati quali la tentata estorsione ed il possesso di stupefacenti. Ha 21 anni. Finisce in carcere, condannato a 5 anni. Ma nel 2002, mentre sconta la sua pena, la Francia lo espelle, lo rimanda in Marocco. Lo rispedisce "a casa sua", come si dice in questi casi.

Peccato che a "casa sua", in Marocco, Issam non ci abbia mai vissuto. La sua vera casa, i genitori ottantenni ormai cittadini francesi (e gli amici, le abitudini, i legami creati in 21 anni), Issam li lascia in Francia. Nel 2009 muore la madre, che Issam non ha più nemmeno potuto vedere. Una vita a pagare le tasse mentre si spera in un futuro migliore per i figli, per non poterli neanche salutare dal letto di morte.

Il 24 settembre 2010 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo pronuncia la sentenza. Issam Boussoura vince la causa contro la Francia perchè l'allontanamento, vista la condizione familiare, non era giustificato (altrimenti lo sarebbe stato, figuriamoci; anche i francesi sono mammoni). Risarcimento?  

martedì 28 settembre 2010

La mappa degli stereotipi europei

Per gli americani la terra del padrino, per i francesi i vicini guasconi e chiassosi, per gli inglesi la patria dei tamarri brizzolati, per i tedeschi la terra della pizza e dei musei: è questa l'Italia vista dall'estero secondo le mappe degli stereotipi (i popoli europei visti da americani, inglesi, francesi, tedeschi, italiani e bulgari) create da un artista bulgaro-londinese e pubblicate sul suo sito (descritte in maniera estesa dal Corriere, e ripubblicate con didascalie in italiano qui).

Pur prendendo questo lavoro con le molle, è interessante riflettere sulle origini di questi stereotipi.

* Primo: quasi tutti gli stereotipi hanno per oggetto accadimenti tutto sommato recenti - come a dirci che sono mutevoli e quindi si possono cambiare rapidamente.

* Secondo: questi stereotipi sono spesso soltanto la rivisitazione di vecchi stereotipi che si hanno semplicemente rinnovato l'oggetto - come a dire che i pregiudizi non sono poi così duri a morire: spesso muta solo la forma e non la sostanza.

* Terzo: le fonti principali sono i movimenti di persone (il viaggio e l'immigrazione), la politica (Gazprom, il comunismo) e la cultura materiale popolare (il porno, la cannabis). Come a confermarci che è su questi ambiti che bisogna lavorare.

sabato 25 settembre 2010

Vendola e adozioni gay: Tanto rumore per nulla?

INTERVISTATORE: "Sei favorevole alle adozioni per i gay"?

NICHI VENDOLA: "Sono favorevole alle adozioni per i single".
Questa risposta di Nichi Vendola a Enrico Lucci delle Iene ha scatenato un polverone nell'area "blogger vicini al mondo lgbt" in area PD. Prima Ivan Scalfarotto: "Se il rinnovamento che la sinistra offre all’Italia e’ il Nichi Vendola che nega a lesbiche e gay italiani quei diritti che sarebbero riconosciuti loro in larghe parti dell’Europa, anche mediterranea, allora siamo davvero nei guai". Poi la brava Cristiana Alicata, secondo la quale "anche Vendola cade nel tranello catto-pietista secondo cui bisogna negarsi diritti per far contento qualcuno. (...) Un gay contrario(...) alle adozioni non è credibile. Purtroppo". Poi, a rimorchio, molti altri sparsi per la rete. Eppure Vendola non ha detto niente di tutto ciò. Anzi.

venerdì 24 settembre 2010

Che saranno mai due punti di Quoziente Intellettivo?

Teresa Lewis, la "ritardata mentale" ritenuta colpevole di aver assoldato due sicari per uccidere il marito ed il figliastro allo scopo di incassare i soldi della polizza sulla vita, è stata giustiziata ieri notte in Virginia. Gli appelli in suo favore, che hanno provato a fare leva anche sul suo limitato quoziente intellettivo, non sono serviti: il coefficiente intellettuale della Lewis, 72 punti, è infatti superiore di due punti al limite legale al di sotto del quale l'esecuzione è incostituzionale. I due sicari, tra i quali l'uomo che nelle confessioni pare aver più volte ribadito di avere manipolato la donna sembratagli da subito "poco lucida" (Amnesty International) se la sono "cavata" con 22 anni.

mercoledì 22 settembre 2010

L'ecofascismo: una sfida (intellettualmente) seria?

Il Guardian dedica un articolo all'ecofascismo ed alle alternative possibili per salvare il pianeta dalla catastrofe ambientale senza dover per questo sospendere democrazia e diritti civili. 

L'ecofascismo contemporaneo, così come inteso nel dibattito anglosassone, si basa sull'assunto secondo il quale la democrazia sarebbe intrinsecaente incapace di approvare e di far rispettare quelle misure che sarebbero necessarie per salvare il pianeta dall'esaurimento delle risorse o dalla catastrofe ambientale. Secondo questa corrente marginale dell'ambientalismo il pianeta può al contrario essere salvato soltanto da una serie di governi autoritari in grado di imporre ed applicare misure drastiche quali per esempio controllo delle nascite, messa al bando dei combustibili fossili, dei mezzi di trasporto privati e del trasporto aereo, smantellamento dei grandi centri urbani, abolizione del commercio internazionale. La gravità della situazione, in ogni caso, giustificherebbe secondo gli ecofascisti qualsiasi mezzo: secondo alcuni sarebbe necessaria l'instaurazione forzata di un sistema sociale basato sui villaggi e sulle piccole comunità rurali (alla Pol Pot), secondo altri sarebbe sufficiente una dittatura in grado di promuovere quel mix di rieducazione forzata e di super-innovazione tecnologica in grado di tener sotto controllo i rischi.

martedì 21 settembre 2010

Fondo nuovi nati: L'educazione al debito parte dai neonati?

Ricordate non più tardi di un paio di anni fa la crisi finanziaria e poi economica? Sotto accusa finì la tendenza perversa dei consumatori americani ad acquistare a debito e, dall'altra parte, la facilità con la quale banche e finanziarie avevano concesso prestiti a persone che non sarebbero mai state in grado di colmarli. Qui da noi si disse: in Italia è diverso, in Italia esiste la "cultura del risparmio" e non ci si indebita con superficialità. In un certo senso era vero: la natura prudente e conservatrice (la spesa a credito: che diavoleria!) dell'italiano medio ha effettivamente contribuito ad evitare la catastrofe che si è abbattuta invece sugli americani.

Oggi, tuttavia, tutto ciò sembra già dimenticato. Il governo dei turbocapitalisti e dei finanzieri creativi ha infatti sostituito dallo scorso anno il vecchio "bonus bebè" a fondo perduto con un prestito di 5.000 euro che i genitori potranno ripagare in 60 comode rate da 95 euro e spiccioli ad un tasso di interessi iniziale del 4%: una vera e propria educazione di massa all'indebitamento.

lunedì 20 settembre 2010

I fasti del Rinascimento e la paura di guardare al futuro

"Due anni fa conobbi il sindaco di Firenze Matteo Renzi, che con un gentile gesto di ospitalità si congedò invitandomi ad andarlo a trovare quando mi fossi trovato nella sua città. Mi avrebbe mostrato quello che stava facendo (era ancora presidente della Provincia) e poi rinnovò il suggerimento a godersi le indiscutibili attrazioni locali: “andate a vedere la Madonna del Cardellino!” Io, approfittando di una mia proverbiale mancanza di diplomazia e della sua pazienza da giovane ex scout, gli risposi affabilmente che non se ne poteva più della Madonna del Cardellino e di tutte-le-bellezze-che-il-mondo-ci-invidia e “il nostro Rinascimento” e che due palle che una città col capitale di grandezza, cosmopolitismo e capacità di attrazione come Firenze si fosse seduta da decenni sui suoi capolavori di mezzo millennio prima e sulle sue botteghe di pizza e pellami" (Luca Sofri).

Mi unisco a questo accorato sfogo.

venerdì 17 settembre 2010

Infibulazione, stato etico e diritti di cittadinanza

Un articolo di Repubblica rilancia il periodico "allarme infibulazione". Emergono almeno due problemi: il fatto che vi sono donne maggiorenni che vorrebbero sottoporsi volontariamente all'operazione e che sono costrette, visto che ciò in Italia è illegale sempre e comunque, a rivolgersi alle "cliniche" clandestine o ad andare all'estero, ed il fatto che è difficile, specie nelle condizioni attuali, tutelare le bambine nate in Italia (ma non italiane) operate più o meno legalmente all'estero.

Punto primo: c'è una parte di donne maggiorenni, evidentemente minoritaria eppur esistente, che chiede volontariamente di poter subire questo genere di operazione. In assenza di alternative legali e sicure queste donne devono oggi scegliere tra l'operazione clandestina (pericolosissima, ed in cui il "medico" rischia fino a 12 anni di galera) o il viaggio all'estero (le maggiorenni possono farsi infibulare nelle cliniche autorizzate in diversi paesi europei, come la Germania). Un pò come per l'aborto un tempo, e come per eutanasia e fecondazione assistita oggi: lo stato etico proibisce, e le donne (rese non pienamente titolari del loro corpo) sono costrette a rivolgersi alle macellaie (rischiando la pelle e pagando l'operazione a peso d'oro, visti i rischi) o ad andare all'estero. Se qualcuno provasse a proporre restrizioni simili per interventi ben più effimeri ma pericolosi quali tatuaggi, piercing, lampade o ritocchi estetici, chissà quanti (giustamente)  insorgerebbero (eppure stiamo sempre parlando di modificazioni permanenti e volontarie del proprio corpo).

giovedì 16 settembre 2010

La Serracchiani spinge sul dialetto: più leghista della Lega?

Grottesco. Debora Serracchiani, pasionaria e speranza (?) del PD, insorge contro il governo regionale del Friuli, in quota centro-destra, colpevole di aver "attuato una politica di riduzione delle risorse per la valorizzazione e la promozione della lingua friulana (che, è sempre utile ricordarlo, non è un dialetto ma una lingua minoritaria riconosciuta dall’Unione europea e da una legge dello Stato)". Pensate un pò: l'azzeramento dei contributi alle emittenti che trasmettono programmi radio e tv in lingua friulana rappresenterà addirittura un impoverimento culturale e informativo ed una minaccia al pluralismo!

Per favore! Il concetto di pluralismo ha a che fare con le idee, con le posizioni, con i punti di vista, con i contenuti, non con il modo in cui si articolano i suoni (Radio Onde Furlane sarebbe un'emittente di contenuti anche se trasmettesse in italiano). Se proprio avanzano dei soldi da dedicare al pluralismo ed all'informazione perchè non sostenere piuttosto le radio indipendenti in quanto tali o ancora la diffusione delle lingue straniere? C'è tutto un mondo, fuori dal Friuli Venezia Giulia, che produce pensiero, informazione e Cultura in lingua inglese, francese, araba, cinese (e la Serracchiani, parlamentare europea, dovrebbe essersene accorta). Nel frattempo noi abbiamo problemi di analfabetismo di ritorno e sovvenzioniamo il teatro dialettale.