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giovedì 3 marzo 2011

L'abuso di porno provoca l'anoressia sessuale?

Calo del desiderio e incapacità di legare sessualità ed affettività: secondo la Società Italiana di Andrologia Medica e Medicina della Sessualità, citata dall'Espresso, sarebbero questi i risultati del frequente e precoce accesso dei giovanissimi alla pornografia online. "Nei ragazzini sovraesposti a immagini e video hard si interrompe il processo che integra le pulsioni all'affettività. Si vivono solo esperienze ripetute, banali e spesso violente che inducono gradualmente da una parte assuefazione, dall'altra disinteresse verso alcuni aspetti vita reale. Fino a che si diventa appunto degli anoressici sessuali".

All'opposto, non si può però non rilevare come viviamo in una società nel quale il sesso riveste un ruolo sempre più centrale: le allusioni sessuali nel mondo dello spettacolo si moltiplicano, il sesso viene accreditato in quanto merce di scambio infallibile, l'universo erotico pubblico si popola di nuove suggestioni (burlesque), la pornografia diventa sempre più accessibile, l'idea di una sessualità puramente ricreativa si diffonde, l'erotismo fa il suo ingresso addirittura nei videogiochi. Che la crescita esponenziale di queste sollecitazioni possa davvero assuefare le persone al sesso, per renderlo poi gradualmente - in un qualche futuro - sempre meno centrale e sempre meno intrigante?

lunedì 28 febbraio 2011

Della flexisexuality, e delle parodie pop delle Scienze Sociali

Il Corriere della Sera introduce in Italia la notizia secondo la quale, genericamente oltreoceano, sarebbe stato coniato il termine Flexisexual in risposta al comportamento, sempre più diffuso tra le ragazze eterosessuali, di baciare amiche dello stesso sesso.

"Se la prima decade del ventunesimo secolo sarà ricordata per le profonde trasformazioni nell'immagine dell'uomo (si è passati dal metrosexual - l'uomo eterosessuale, metropolitano e curatissimo nell'aspetto - all'ubersexual - virile, elegante e sicuro di sé - fino ad arrivare ai più moderni heteropolitan - uomini con un fisico da urlo e modi da bravo ragazzo) l'inizio della seconda decade di questo secolo è caratterizzata dall'emergere di una nuova figura femminile: la donna flexisexual. Come ha raccontato in un lungo articolo il sito web dell'Abc questo tipo di donna è attratta profondamente dalla bellezza femminile e ama frequentare ragazze carine e sexy. Tuttavia non è né lesbica, né bisessuale, ma continua a preferire sessualmente gli uomini".

Gli elementi che rendono questo genere di narrazione una parodia integrale delle scienze sociali sono diversi: l'abuso di etichette e di definizioni sintetiche; l'utilizzo di testimonianze e di pareri di "esperti" assolutamente inconsistenti; l'utilizzo dei personaggi e degli elementi del pantheon del mondo vip a sostegno delle argomentazioni; l'impressione, accuratamente costruita, di avere a che fare ogni volta con un cambiamento epocale e in qualche modo endemico. Il peccato è che, queste parodie, tolgono autorevolezza a coloro che vorrebbero studiare seriamente queste cose lasciando sul terreno numerose vittime collaterali (nel caso specifico, per esempio, le vere bi- e omo-sessuali - come minimo ridicolizzate).

Ci sono però due elementi interessanti. Da una parte, questi articoli colgono - seppur in maniera ridicola - dei trend latenti: in generale, una confusione almeno superficiale delle barriere tra i generi e, nel caso specifico, la graduale trasformazione di alcune innocenti e non disturbanti pratiche bi- e omo-sessuali in elemento di glamour ("non c'è nulla di sessuale, state tranquilli", assicura anche il Corriere). Dall'altra parte, questi articoli producono gli stessi comportamenti che sostengono essere diffusi educando alcuni, ed autorizzando altri a liberare queste loro pulsioni. Non dimentichiamo che, in un certo modo, se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.

martedì 22 febbraio 2011

Matrimoni religiosi - gay tra i musulmani in Gran Bretagna

La BBC dedica spazio al mondo dei gay musulmani in Gran Bretagna, ed in particolare al fenomeno della celebrazione di matrimoni omosessuali religiosi ad opera di alcuni imam progressisti. Oltre a  mostrare l'eterogeneità del mondo musulmano, nello specifico in contesto europeo, e ad accennare all'islamofobia diffusa anche nel mondo LGBT, l'articolo è particolarmente interessante perchè dedica spazio alla volontà, pur manifestata in maniera esplicita da una esigua minoranza, di conservare e ribadire la forma ed il significato del matrimonio anche e soprattutto nel suo significato religioso-culturale (le unioni civili sono state introdotte in UK nel 2005).
"I didn't really plan it, but it just really seemed like the way it was between us, I should try and keep it as pure as possible. That may sound strange being lesbians, but it felt like we should do it the most honourable way we could" racconta una protagonista. Giusto per ricordarci dell'ampio spettro di sensibilità che caratterizzano i vissuti dei moderni cittadini globali, e della molteplicità di visioni coerenti e degne - benché paradossali.