Non deve essere facile essere fratelli gemelli di una star del calibro di Scarlett Johansson.
Stessa casa natale, stessi genitori, stesso momento storico. Poi stessa scuola elementare, stessi amichetti. Genomi e background simili.
Insieme ad ascoltare le storie della madre, produttrice, o a guardare i telefilm in tv. "Che bello sarebbe esserci, un giorno", hanno magari pensato contemporaneamente.
Stesso specchio, nella cameretta, a cui fare le smorfie e provare i vestitini della domenica.
Poi, stesso teatro scolastico, stessi provini. Hunter è un bel bambino biondo, col caschetto. I primi ingaggi sono suoi.
Il resto è storia.
Oggi Hunter, il gemello di Scarlet, ha un fan club. E' questo, ed ha 9 iscritti.
Momento di celebrità, nel 2009: People l'ha nominato fra i "Single and Sexy Men" del 2008. Secondo il 55% delle rispondenti ad un poll della webzine PopSugar, Hunter può essere effettivamente considerato HOT; secondo il 13% NOT.
Blog non allineato di Società e Culture in Movimento nell'Orizzonte del Finito
Visualizzazione post con etichetta Psicologia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Psicologia. Mostra tutti i post
mercoledì 23 novembre 2011
lunedì 3 ottobre 2011
Isteria e Apple Store [Aldo Grasso vs "Testimoni di Apple"]
"Passare dal famoso discorso all'Università di Stanford nel 2005, dove Steve spronava i giovani laureati
spiegando loro che «il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo
vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi,
che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non
lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra
voce interiore» e concludeva, da vero visionario, «Stay hungry, stay
foolish» (siate affamati, siate folli), insomma passare da un progetto
di vita alle urla belluine dei commessi che gridano «Tutti all'Apple
Stooore», il passo è lungo. Non facile da elaborare"
Così Aldo Grasso sul Corriere, commentando l'ultima fase intrapresa dai prodotti Apple, quelli della moda e dell'isteria di massa ("Isteria e cori con i clienti. Apple come Aiazzone"). Isteria di massa che, d'altra parte, travolge tutti i miti del nostro tempo - e verrebbe da dire che i miti d'oggi, se non ci impediscono di ridurci così, sono forse molto più mediocri dei miti di una volta.
Così Aldo Grasso sul Corriere, commentando l'ultima fase intrapresa dai prodotti Apple, quelli della moda e dell'isteria di massa ("Isteria e cori con i clienti. Apple come Aiazzone"). Isteria di massa che, d'altra parte, travolge tutti i miti del nostro tempo - e verrebbe da dire che i miti d'oggi, se non ci impediscono di ridurci così, sono forse molto più mediocri dei miti di una volta.
Sensazione di disagio che cresce leggendo come, al contrario, i tanti siti di "Testimoni di Apple", gestiti da (presunti) fan disinteressati, commentano l'evento come si trattasse di un culto misterico new age.
"Mai uguali e mai scontati gli eventi Apple sono un momento di festa collettivo in grado di attirare un numero crescente di persone. E' impossibile capire ma anche solo immaginare la carica di energia e la passione che uniscono centinaia e centinaia di persone in fila tutte con lo stesso obiettivo: mettere le mani su un gadget che è una gioia possedere e utilizzare o come è successo oggi compiere per primi l'ingresso nel tempio che ha reso la tecnologia più umana e più amichevole. Nel filmato realizzato da Macitynet che inseriamo in calce in questo articolo è possibile avere un piccolo assaggio dell'energia e della carica che hanno accompagnato l'inaugurazione dell'Apple Store di Via Rizzoli. Il filmato documenta gli istanti immediatamente precedenti l'apertura, il conto alla rovescia, le urla e l'eccitazione della folla e degli addetti dello Store fino all'ingresso di Alex, Dario e Alessandro i primissimi della fila seguiti da una impressionante folla di persone".
martedì 20 settembre 2011
L'Europa sull'orlo di una crisi di nervi. La classifica delle forme di disagio mentale
Quanto è diffuso il disagio mentale nella popolazione europea? Più in particolare: quali sono gli ordini di grandezza delle diverse "patologie"? L'Economist, partendo spunto da una ricerca a livello europeo, pubblica un grafico che, pur tra mille dubbi (la diagnosi di queste malattie è quanto di più incerto e interessato vi possa essere) e mille arrotondamenti, da una visione d'insieme del fenomeno.
Visione d'insieme che porta a due osservazioni: sulla grande diffusione complessiva di problematiche, e sulla differenza tra realtà dei fatti e percezione/discorso politico. Disordini alimentari, dipendenza da droghe e ADHD, tematiche centrali nel discorso mediatico e politico, sono infatti agli ultimi posti; le fobie, i disordini psicosomatici, la dipendenza da alcol e gli stati d'ansia cronici toccano al contrario diverse decine di milioni di persone. E soprattutto, 30 milioni di europei (che fa il 6,9% della popolazione) soffrono di depressione.
(Fonte: Economist)
Iscriviti a:
Post (Atom)