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sabato 9 ottobre 2010

Link della settimana - Brigatismo e Facebook, minareti, Riotta&Minzolini, donne inattive, terrorismo

* Noi non siamo brigatisti da social network (Il Nichilista)
La rete, semplicemente, fornisce per la prima volta nella storia una memoria collettiva pietrificata di ciò che pensiamo distrattamente. Una sorta di bar del paese grande quanto il Paese. Dove si legge di tutto, dai corteggiamenti alle elucubrazioni etiliche, dalle frasi nobili agli insulti. Se ciò fosse vero, significherebbe che Internet, molto prima che un’arma, è uno straordinario mezzo di trasparenza e di conoscenza, per chi osservi la realtà sociale. Perché ce la presenta tutta insieme, senza separare gretto e sublime, intelligenza e stupidità. E, come tale, dovrebbe essere concepito come uno strumento di riflessione, non di giudizio. Perché tutto questo smentisce l’idea che sia la rete a renderci cattivi, violenti, costringendoci a respirare le zaffate di quelli che chiamo i «brigatisti da social network»? Perché indica che quell’odio, se di vero odio si può parlare in tutti i casi, non è figlio della rete, ma di chi la utilizza. Che sia parte del Paese reale, non di quello virtuale. Un odio che, tuttavia, desta stupori emergenziali soltanto quando si guardi alla parte (la porzione del Web sotto i riflettori mediatici) e non al tutto (i milioni di italiani che amano, odiano, si esprimono, litigano).
* L'affronto del minareto (Salam(e)lik)
Tutti sanno che i musulmani non chiedono la costruzione di "nuove" moschee, ma semplicemente di spostarsi in spazi più dignitosi e capienti. Ed è evidente che non si temono le prediche (sicuramente monitorate dalle forze dell'ordine) quanto la visibilità dei musulmani nello spazio pubblico. Le moschee vanno bene e la "libertà di culto garantita" purché si preghi negli scantinati bui e maleodoranti. Quelli che si oppongono ai minareti hanno probabilmente qualche complesso freudiano. Non si spiega altrimenti questa particolare avversione ad una torretta, presa a modello tra l'altro dai campanili. Oppure, in maniera più subdola, i minareti sono percepiti come segni evidenti di un radicamento, di una scalata sociale. E gli immigrati vanno bene purché siano poveri in canna e disposti ai lavori più umilianti.
* Meglio anonimi (Leonardo)
Tutti parlano sempre male di Minzolini. Sembra che faccia un tg1 pessimo. Io non lo guardo spesso, ma ogni tanto mi è capitato e, devo dire, non è poi così malaccio. Nel suo genere, anzi, lo trovo molto professionale – una spanna sopra ad artisti come Giordano o Liguori e, perdonatemi la bestemmia – forse anche qualche centimetro sopra al mito indiscusso del settore, Emilio Fede. Davvero, un buon prodotto. Fosse per me aggiungerei qualche marcetta militare e accelererei alcune riprese, ma è il mio lato old-fashioned, lasciatemi perdere. Ci sono invece delle finezze che si lasciano apprezzare incondizionatamente. Per esempio, quando riportano una telefonata di Berlusconi: di solito in queste situazioni si mette in video una fotografia. Il problema è che le telefonate di Berlusconi a Minzolini durano parecchio, e una sola immagine stancherebbe; per ovviare a ciò Minzolini dispone di una lunga serie di ritratti del premier, e li monta in rotazione mentre Berlusconi parla. Ora, è quasi miracoloso il modo in cui la foto di Berlusconi sembra sempre combaciare con quello che sta dicendo in quel momento: se è arrabbiato, ecco una bella foto di Berl. accigliato; se c'è una battuta, eccolo che sorride a 32 carati. Ci vuole del talento per fare informazione così, e Minzolini quel talento ce l'ha.
* Le donne a caccia del lavoro (Chiara Saraceno @ La Repubblica)
Il fatto che la metà delle donne italiane risulta «inattiva» dovrebbe costituire un problema politico rilevante ed essere al centro dei dibattiti sullo stato non solo della nostra economia, ma della nostra società. Perché significa che la metà delle donne in età da lavoro non ha nessuna speranza di ottenere una autonomia economica ed invece deve dipendere dall'avere un marito e sperare che il matrimonio duri, senza poterne uscire se si rivelasse insopportabile. Significa che gran parte delle famiglie italiane, soprattutto, ma non solo, al Sud, ha un solo percettore di reddito, dalla stabilità ed adeguatezza del quale dipende la sopravvivenza di tutti. Al punto che quando questo marito si trova senza lavoro e senza ammortizzatori sociali e non sa dove sbattere la testa, quindi non riesce più fare fronte alle proprie responsabilità economiche, può anche decidere che non valga più la pena vivere. È successo all'operaio disoccupato di Castellammare, che non ha più retto la «vergogna» di non riuscire a mantenere moglie e figlie.
* Animalisti battono islamisti 13 a 1 (Kelebekler)
Lo scorso aprile, Europol – che non è l’UCOII, ma è il coordinamento di tutte le polizie europee – ha reso noti i dati ufficiali sugli atti di terrorismo in Europa nel 2009. Diamo ovviamente per buona la loroTE-SAT 2010, EU Terrorism Situation. A Trend Report, ci sono stati 294 attentati nell’Europa continentale, più 124 in Irlanda del Nord (compiuti tutti da gruppi repubblicani dissidenti). Ai primi posti, l’ETA in Spagna, il Fronte di Liberazione Nazionale Corso, 40 attentati compiuti da gruppi di estrema sinistra, quattro da estremisti di destra in Ungheria. Gruppi armati di animalisti hanno compiuto attentati in ben 11 paesi dell’Unione Europea, più la Norvegia e la Svizzera. Che fanno 13 paesi (il rapporto non precisa il numero di azioni). Molto dopo gli animalisti,vengono gli islamisti. Con 1 (un) attentato in tutto il continente. Che poi è quello compiuto dal disgraziato Mohammed Game. Un attentato. Dopo gli animalisti. definizione di terrorismo. Secondo il rapporto, intitolato

sabato 2 ottobre 2010

Link della settimana - congedi di paternità, business dei pellegrinaggi, modello Adro, golpe in Ecuador, pecore clandestine

* Vichinghi col biberon (da iMille)
La Norvegia è stato il primo paese a introdurre la paternità obbligatoria (dieci settimane al 100 percento oppure dodici all’80 percento dello stipendio) [n.d.r. Obbligatoria significa che se il padre non ne usufruisce vengono perse]. A ruota tutti gli altri paesi scandinavi hanno introdotto legislazioni dello stesso tenore. Varia solo il numero di mesi e la percentuale dello stipendio che viene decurtata (sempre molto bassa). In Danimarca i mesi sono solo sei al 100 percento e altri sei al 90 percento. In Finlandia è consentito per gli uomini un congedo di ventisei settimane, durante le quali percepiscono un assegno di paternità: nel 2000 fu addirittura l’allora primo ministro Paavo Lipponen a usufruirne.In Svezia il congedo parentale consiste in sedici mesi da dividere a scelta tra i due genitori ( di cui sessanta giorni sono si ciascun genitore e non possono essere ceduti all’altro). I padri sono incentivati da un bonus economico che è massimo quando i genitori dividono esattamente a metà i giorni a disposizione (otto mesi per uno). Inoltre i genitori hanno diritto a lavorare part-time fino al compimento degli otto anni del bambino.
Boom dei luoghi di culto non riconosciuti dalla Chiesa. Quando le apparizioni mariane non sono accertate, i pellegrinaggi sono vietati. Ma solo formalmente. In rete decine di siti sulle lacrime portentose dove si possono acquistare magliette e fare offerte
 * La secessione morbida (da Il Sole 24 Ore)
Una, dieci, cento Adro. La "valanga verde" avanza in provincia di Brescia. La punta dell'iceberg, sotto i riflettori ormai da più di 10 giorni, è la scuola del comune franciacortino, in provincia di Brescia, al centro della polemica perché marchiata dagli stessi simboli presenti nel logo della Lega Nord. Allargando lo sguardo alle altre amministrazioni comunali della provincia, però, non si contano più, da 2 anni a questa parte, le ordinanze, i bandi di concorso, i regolamenti comunali nel segno di una pretesa difesa della "padanità" del territorio.
Tutto iniziato nelle prime ore della mattina ecuadoriana, quando poliziotti e militari hanno iniziato a occupare alcune caserme, la prima quella Regimento Quito,  non appena è stata approvata la legge che li equiparava a dipendenti statali, prevedendo  un riequilibrio dei salari e eliminandone i privilegi. In breve tempo il paese si è trasformato in una polveriera. L'aeroporto è stato occupato e nel Paese è scattata la paura. Il Presidente ha tentato anche di parlare con i rivoltosi,  faccia a faccia, ma questi hanno sparato contro di lui gas lacrimogeni. Durante il parapiglia Correa si è procurato, appunto, l'infortunio alla gamba recentemente operata che l'ha costretto a dirigersi verso l'ospedale della Policia Nacional, dove ha subito il sequestro.
Le pecore vengono importate in Sardegna e naturalizzate sarde. Il pecorino sardo è prodotto da ovini con la cittadinanza onoraria. E' una delle regole della globalizzazione: se la Sardegna non va alla pecora, è la pecora che va alla Sardegna. I pastori, affezionati alle loro pecore doc, hanno bloccato le navi della Tirrenia e della Grimaldi a Porto Torres, i belati provenienti dai camion li avevano insospettiti. All'avvicinarsi degli aderenti al Movimento Pastori Sardi gli autisti si sono dati alla fuga nelle campagne dietro il porto portando con sé i documenti di viaggio, ma non le pecore. Per ora sono dati per dispersi.

lunedì 27 settembre 2010

Link della settimana - Bimbiminkia, Mosè, Huffington Post, Laura Ravetto, Castelli & Corea

* Se i bimbominkia sapessero (dal blog Leonardo)
"La sfiga di essere preadolescente negli anni Dieci: nessuno vuole venderti nulla di più strutturato di un braccialetto in plastica. I CD ormai li comprano solo i vecchi sbabbioni – ai bimbominchia al massimo riesci a piazzare una suoneria, ed è tutto. Se vuoi appassionarti a Lady Gaga, puoi farlo, ma non è come Madonna Ciccone, che alienava completamente tua madre tredicenne dai gusti dei suoi genitori. Una tredicenne di oggi che si accosta a Lady Gaga si trova davanti a riferimenti culturali che sua madre capirà meglio di lei. In effetti stiamo rivendendo gli anni Ottanta in frullati omogeneizzati, sperando che i nostri figli non abbiano bisogno di nient'altro. Poi vengono su un po' fessi e li sfottiamo, ma è un modo per sentirci ancora padroni della situazione". 
* La traversata del mar Morto e i fondamentalisti evangelici su Repubblica (da Kelebekler)
Vedo esposta in edicola la prima pagina di Repubblica, che non è il quotidiano di Vittorio Feltri. In basso, ma ben evidente:
Ricostruito il “miracolo” il vento aprì il Mar Rosso
Da cui una persona di media cultura ricaverà che
1) Mosè è veramente esistito
2) Mosè ha davvero attraversato il Mar Rosso,
3) adesso gli scienziati avrebbero scoperto come è avvenuto e
4) che queste due affermazioni sono suffragate dall’autorevolezza di un quotidiano.
* Aggregatori: i buoni e i predatori (es. Huffington Post) (da lsdi - Libertà di Stampa e Diritto di Informazione)
Ecco i “principi” dell’ Huffington Post:
– Prendi un articolo originale disponibile su internet, preferibilmente non coperto da paywall.
– Confronta l’ argomento con le analisi di traffico su quello che i lettori amano sul tuo superblog.
– Riedita l’ articolo con un tasso di compressione fra il 15 e il 30%  (a volte di più), cercando di stare il più possible in linea con una interpretazione elestica dell’ “uso corretto” del materiale.
– Il risultato della tua ‘lavorazione’ editoriale deve assolutamente essere una entità autosufficiente.
– Tante citazioni e link a volontà, ovviamente; la tua correttezza deve essere indubitabile; il linkare non è un gran problema perché ormai nessuno clicca e va alla fonte originale (il tuo trattamento deve essere organizzato in modo tale da prevenire il percorso verso il contenuto originale).
– Ce l’ hai fatta: il lettore deve restare nell’ ambiente dell’ Huffington Post, nel quale lascerà commenti e ciarle a profusione; condividerà il “pezzo” su Facebook, creando ulteriore riverberazione alla macchina di HuffPo, che poi la rivenderà ai suoi inserzionisti.
* Fenomenologia dell'onorevole Laura Ravetto fan del Blackberry (dal blog reporters)
Chi guarda il programma da casa non può capire le dinamiche che gravitano intorno all'onorevole Ravetto. Certo, i telespettatori hanno potuto vedere con quale arroganza questa sera abbia affermato che i dati Ipsos presentati da Pagnoncelli sull'indice di gradimento nei confronti dei principali attori della scena politica italiana fossero falsati perché Berlusconi era dato al 40% "quando lui nelle piazze viene acclamato da tutti" (cosa usano i sondaggisti del Pdl, l'applausometro?). Ma il meglio di sè la Ravetto lo dà il secondo successivo ad ogni suo intervento, lo dà a partire da quella frazione di secondo in cui le telecamere smettono di inquadrarla e lei può dedicarsi alla sua attività preferita: leggere i messaggi arrivati sui Blackberry. Il plurale è voluto. Dietro di lei ci sono quattro assistenti che affannosamente le passano i vari cellulari dove la bionda deputata può leggere gli interventi da fare.
 * Castelli ad Annozero dice una "boiata" su Corea del Sud e salari bassi e nessuno lo contraddice (da AgoraVox)
Il ministro Castelli, ospite giovedì sera della trasmissione condotta da Michele Santoro, ha detto la classica " boiata pazzesca": perdiamo appalti – si parlava della cantieristica navale – a causa della concorrenza della Corea del Sud, paese dove hanno stipendi bassissimi. In Corea del Sud, però, cosa stranota a chiunque abbia anche solo un vago interesse per le questioni economiche, non solo gli stipendi non sono bassissimi, ma addirittura sono i più alti di tutta l’OCSE.Ecco la classifica degli stipendi medi aggiornata al Febbraio 2010: al primo posto la Corea del Sud (39.931 dollari), secondo è il Regno Unito (38.147) e terza la Svizzera (36.063). Seguono, dal quarto al decimo posto: Lussemburgo (36.035), Giappone (34.445), Norvegia (33.413), Australia (31.762), Irlanda (31.337), Paesi Bassi (30.796) e Usa (30.774).E l’Italia? Con 21.374 dollari (poco più di 14.700 €), il nostro paese occupa la ventitreesima posizione, collocandosi dopo quasi tutti gli altri paesi europei, le cui retribuzioni nette annue si aggirano in media intorno ai 25mila dollari e in particolare Germania (29.570), Francia (26.010), Spagna (24.632).

martedì 21 settembre 2010

Bigino di geopolitica della settimana

Limes ha proposto una nuova rubrica: si chiama "il mondo ogni settimana"e la prima puntata, relativa alla settimana 14-20 settembre, è già online.

Si scopre per esempio che il governo (liberale e liberista) di Berlusconi ha sbloccato il trattato di libero commercio UE - Corea del Sud in cambio dell'esclusione del settore dell'automobile dal patto. Che non si dica che la Fiat non riceve aiuti di stato.

"Italian premier Silvio Berlusconi is struggling on the domestic political front and Rome has warned that it could veto the deal, which requires ratification by all 27 EU member states and the European parliament - spiega AFP - Diplomats have suggested that Berlusconi wanted to bring home a victory by securing compromises in Brussels". E noi che non ce ne siamo neanche accorti!

venerdì 14 maggio 2010

Baby leghiste. Il futuro nelle mani delle ragazze della porta accanto?

La forza della Lega (ma anche dei tanti partiti antropologicamente simili e speculari che stanno spopolando) sta nell'esprimere in maniera perfetta quello che la pancia del paese pensa. E non stupisce che la cosa funzioni tra gli anziani e tra gli adulti, ma soprattutto tra i giovanissimi: il parlare semplice, l'offrire risposte nette, il dividere il mondo in bianco e nero, il ricondurre ogni discorso a pochi slogan, l'elogiare la "saggezza" popolare e i consigli della nonna, è tanto più efficace tanto più l'ascoltatore è certo di avere già capito tutto (e senza sforzo) e di non avere nulla di complicato da imparare. E i giovani di provincia, in questo, non hanno nulla da imparare da nessuno.

Sono ragazze molto comuni, ad esempio, le giovani amministratrici leghiste che Repubblica e Unità si stanno divertendo a videointervistare. Vanno davanti alla telecamera con semplicità, e raccontano le prime cose che le passano per la testa: sono ragazze della porta accanto, spigliate e senza troppi fronzoli, e non si pongono nemmeno il problema di poter risultare inadeguate nel trattare temi di enorme spessore.

Come la posh consigliera comunale Ilaria Montecroci, che dondola le gambe mentre racconta che "ha paura delle altre culture", o come la baby pasionaria Irene Zanichelli che sogna ad occhi aperti, nella sua cameretta pitturata di verde, di potere un giorno raccogliere l'eredità di Calderoli. "Buona" visione

lunedì 10 maggio 2010

La città diffusa: Inquinamento e inefficienza all'italiana

L'automobile è, per gli italiani, un oggetto strano: feticcio e necessità, prodotto nazionale non competitivo ma da incentivare e fonte di spese infinite per l'individuo, simbolo di libertà e luogo di tensioni tra traffico congestionato e bulli a quattro ruote. Report, in una puntata interessante come lo stesso programma della Gabanelli riesce a proporre sempre più di rado, è partita da quì per parlare, tra le altre cose, di ambiente, traffico e pianificazione urbana. Potete vedere la puntata, integralmente o a spezzoni, qui.

Colpisce, in particolare, la contrapposizione tra la città diffusa all'italiana, tutta villette e tangenziali intasate, e la città densa nord europea con quartieri residenziali concentrati e quasi autosufficienti uniti al centro da servizi pubblici efficaci e interconnessi, per le brevi distanze, da vere piste ciclabili.

venerdì 7 maggio 2010

I fascisti hanno il diritto a manifestare?

I fascisti hanno il diritto di manifestare? Nella "sinistra antagonista" si è acceso in questi giorni un dibattito, acceso da una dichiarazione della redazione de Gli Altri (il settimanale di Sansonetti) che giorni fa ha sostenuto il diritto di un'organizzazione giovanile più o meno esplicitamente fascista a fare una manifestazione autorizzata a Roma.

L'argomento è di quelli "marginali": queste cose, finiscono sempre per sembrare delle beghe di stampo condominiale tra centri sociali. Non si discute chi rappresenti "il bene" e chi rappresenti "il male": c'è da chiedersi, però, perchè (nonostante tutti i grandi principi di cui ci si accredita come veicoli) le cose non finiscano sempre per assomigliare a una versione esplosiva e politicizzata dei "Ragazzi della via Pal".

Forse, il problema più grosso di certi ambienti è proprio il loro essere autoreferenziali? Forse chi si scalda così per queste cose è distante dalla risoluzione dei problemi comuni quanto Sansonetti con il suo "culo al caldo", per citare qualche commento, in quel bugigattolo che immagino essere la sede del suo giornale?

giovedì 6 maggio 2010

"Il diario segreto di Renzo Bossi". Solidarietà al blogger querelato dal "trota"

Michael Abbatangelo è un blogger italo-francese (che non conoscevo, ma che ora conosco).

Ha scritto un diario satirico liberamente ispirato e scherzosamente attribuito a Renzo Bossi, una delle peggiori pagine viventi di nepotismo e cafonaggine in salsa padana, che potete leggere qui. E il "Trota", come tutta risposta, l'ha querelato per diffamazione.

Non ho letto tutto il diario, ma forse la querela (negli stralci riportati da Daniele Sensi) mi sembra ampiamente più grottesca.

giovedì 29 aprile 2010

Prigionieri politici di serie B

Lo sapevate? Ci sono sei attivisti marocchini-Saharawi, imprigionati nelle reali carceri di Rabat per reati di opinione, in sciopero della fame da più di un mese. Gente che cerca di promuovere in maniera nonviolenta l'autodeterminazione di un popolo, in ottemperanza alle risoluzioni dell'ONU, ma che non riesce a spaccare lo schermo

Dov'è il teatrino glamour dei vip pro-diritti umani? Forse la Lancia e Richard Gere non trovano fotogenico il Sahara Occidentale?

lunedì 19 aprile 2010

Migranti: il potere arbitrario di vita o di morte

Il blog Fortress Europe pubblica la testimonianza di un migrante nigeriano che descrive la realtà dei voli charter per mezzo dei quali l'Unione Europea, nell'ambito del programma Frontex, reimpatria ogni anno alcune centinaia di irregolari pescati in maniera più o meno casuale tra gli illegali detenuti nelle carceri lager di tutta Europa. La testimonianza parla di violenze fisiche, di insulti, di manette, di privazioni e di disagi fisici. Ma anche di tutte quelle questioni "quotidiane" (il migrante che lascia in Europa la famiglia, il ragazzo che torna nel paese di origine da dove è emigrato a 3 anni, il neonato deportato con la madre nel passeggino, il ragazzo che si chiede che ne sarà dei suoi beni in Europa) che rendono in maniera ancora più immediata la banalità del Male.

Nel frattempo, il Tribunale dei minorenni di Trento ha stabilito esattamente il contrario di quanto stabilito dalla Cassazione di Milano pochi giorni fa: a un cittadino ecuadoregno divenuto irregolare, in Italia con la moglie (badante regolare) e tre figli, è stato concesso di rimanere in Italia nell'interesse - ritenuto superiore - dei figli.

venerdì 16 aprile 2010

Casa Vianello e il ruolo della donna

Massimo Gramellini riesce a estrarre dalla notizia della morte di Raimondo Vianello qualcosa di straordinariamente interessante: una riflessione sul modello di coppia che il comico, insieme alla moglie Sandra Mondaini, ha recitato sullo schermo negli ultimi decenni della sua carriera.

«L’immagine che lo consegna per sempre ai nostri ricordi è quella di un anziano gentiluomo in pigiama che a letto sfoglia la Gazzetta dello Sport, mentre accanto a lui la moglie soffia come un mantice, solleva le gambe a candela e borbotta "che barba che noia, che noia che barba". Di fronte all’attacco più grave che ogni maschio sia chiamato a fronteggiare - l’incapacità di suscitare passioni - Raimondo Vianello non si scusa né accusa. Si limita a lanciare uno sguardo in tralice, senza mai perdere di vista il giornale. Il matrimonio che resiste nel tempo, sembra suggerirci il suo silenzio, consiste nella gestione oculata dei litigi e degli scoppi improvvisi di noia».

Il dialogo, la mediazione, la trattativa, vengono sostituiti da un silenzio apparentemente mite ma in realtà perentorio: la coppia regge perchè si trova un compromesso, ma il compromesso pende tutto da una parte. Raimondo, il patriarca, continua imperturbabile a leggere il giornale; Sandra, "prende e porta a casa": sbuffa un pò, ma poi rinuncia alle sue vaghe rivendicazioni.
Un pò come nello spot sessista di Veneta Cucine, finito sotto la lente di Femminismo a Sud.

lunedì 12 aprile 2010

La gente che sta tra la gente, e i veri problemi della gente

C'è l'arciprete che quando una donna abortisce suona le campane a morto, c'è il religioso che propone il battesimo (somministrato magari al volo da un medico) per i feti e gli embrioni vittima di aborto procurato, e c'è l'assessore che propone di seppellirli, gli embrioni. Poi c'è il fine teologo che sostiene che la pedofilia si può perdonare, mentre per l'aborto è un pò più difficile, il telepredicatore che si lancia in arditi parallelismi tra la persecuzione degli ebrei e le indagini sulla pedofilia nella chiesa, l'istinto "paterno" di Ratzinger che nel 1985 insabbiò il caso di un prete pedofilo,  le affermazioni di Bagnasco sui valori più non-negoziabili degli altri (cioè la vita degli embrioni). Ah, poi c'è anche l'ostensione di quello straccio medievale che è la sindone.

Poi c'è il presidente di regione che boicotta la Ru486, la strana alleanza tra chiesa e Lega Nord tutta all'insegna della pseudobioetica e, all'interno della maggioranza, l'avvicente dibattito sul semipresidenzialismo alla francese.