lunedì 3 ottobre 2011

Isteria e Apple Store [Aldo Grasso vs "Testimoni di Apple"]


"Passare dal famoso discorso all'Università di Stanford nel 2005, dove Steve spronava i giovani laureati spiegando loro che «il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore» e concludeva, da vero visionario, «Stay hungry, stay foolish» (siate affamati, siate folli), insomma passare da un progetto di vita alle urla belluine dei commessi che gridano «Tutti all'Apple Stooore», il passo è lungo. Non facile da elaborare"

Così Aldo Grasso sul Corriere, commentando l'ultima fase intrapresa dai prodotti Apple, quelli della moda e dell'isteria di massa ("Isteria e cori con i clienti. Apple come Aiazzone"). Isteria di massa che, d'altra parte, travolge tutti i miti del nostro tempo - e verrebbe da dire che i miti d'oggi, se non ci impediscono di ridurci così, sono forse molto più mediocri dei miti di una volta

Sensazione di disagio che cresce leggendo come, al contrario, i tanti siti di "Testimoni di Apple", gestiti da (presunti) fan disinteressati, commentano l'evento come si trattasse di un culto misterico new age.
"Mai uguali e mai scontati gli eventi Apple sono un momento di festa collettivo in grado di attirare un numero crescente di persone. E' impossibile capire ma anche solo immaginare la carica di energia e la passione che uniscono centinaia e centinaia di persone in fila tutte con lo stesso obiettivo: mettere le mani su un gadget che è una gioia possedere e utilizzare o come è successo oggi compiere per primi l'ingresso nel tempio che ha reso la tecnologia più umana e più amichevole. Nel filmato realizzato da Macitynet che inseriamo in calce in questo articolo è possibile avere un piccolo assaggio dell'energia e della carica che hanno accompagnato l'inaugurazione dell'Apple Store di Via Rizzoli. Il filmato documenta gli istanti immediatamente precedenti l'apertura, il conto alla rovescia, le urla e l'eccitazione della folla e degli addetti dello Store fino all'ingresso di Alex, Dario e Alessandro i primissimi della fila seguiti da una impressionante folla di persone".


Comunque sia, quest'ultima fase che segna il passaggio dalla nicchia spocchiosetta alla massa potrebbe anche essere l'inizio della fine del mito Apple. Nel frattempo, a noi osservatori qualunque questo passaggio racconta però soprattutto altro: un bisogno atroce di identificarsi in qualcosa di fico, che ci assorbe al punto da farci sembrare dei poveri pupazzi idioti. Alla faccia, come fa notare giustamente Grasso, del Think Different.


Nessun commento:

Posta un commento